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Prima di essere mamme, siamo Donne

comicbimbi_01Tra i vantaggi di essere mamma, non c’è da escludere le due feste che ricorrono ogni anno e che ci vedono protagoniste incontrastate: la Festa della Mamma e la Festa della Donna. In vista del nostro “giallo” 8 marzo, eccomi qui a ricordare a tutte le mammebollite, che prima di essere mamme, siamo Donne!

La giornata internazionale della donna nasce per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui purtroppo sono ancora oggetto.

Figlia, compagna, lavoratrice, mamma e, soprattutto, donna: teniamolo sempre a mente, noi  siamo  tutto questo, un insieme di ruoli che cerchiamo di conciliare al meglio. Certo, non è per niente facile, anche perché da quando si è mamme le priorità cambiano radicalmente, infatti sembra quasi che tu non possa essere nient’altro che questo. Un tempo ci si vestiva da battaglia, ci sentivamo donne senza bisogno dell’8 marzo. Tanto che quella data era solo un pretesto per uscire e divertirsi. Ora ti vesti comoda, anche perché la maggior parte delle volte hai a seguito la prole che la battaglia te la fanno fare realmente tra corse, oggetti che cadono e borse stra pesanti con dentro l’occorrente che manco nei loro primi mesi di vita ti portavi dietro. Ora l’8 marzo ti ricorda che per quanto tu possa essere cambiata, per quanto la tua vita possa essere stata stravolta, riesci a collimare tutti i tuoi ruoli proprio perché  SEI donna! E scusate se è poco, ma  c’è da esserne fiere!

Carnevale Bollito

Perché Carnevale Bollito? Già per il solo fatto che ne parliamo quasi in dirittura d’arrivo, non può che non essere bollito. La mammabollita inizia a pensare al carnevale con l’apertura di febbraio, facendo scorte di coriandoli, stelle filanti e butta l’occhio sui prezzi dei costumi per i travestimenti. Butta l’occhio è lì le rimane tra l’altro, perché trovare un vestito che costi meno di 20€ le farà perdere 2 settimane di tempo, arrivando così agli sgoccioli e all’ultimo senza avere idea precisa di cosa indosserà il figlio il giorno dei festeggiamenti!

Meno male che poi c’è sempre l’alternativa: la mammabollita che pensa anche all’economia domestica, decide infatti di buttarsi, o almeno si vorrebbe buttare, sul fai da te con un vestito originale (e a questo proposito vi rimando alla nostra bacheca Pinterest – Carnival Ideas, con tante idee strepitose, uniche, economiche e veloci per i travestimenti di tutta la famiglia). Il suo unico e vero ostacolo è naturalmente il tempo che le rimane a disposizione e anche quando arriva in anticipo sul festeggiamento, ha il figlio che le si ammala. Insomma, il carnevale per lei è per forza di cose bollito!

L’importante è però avere fatto scorta di tutto ciò che al figlio realmente interessa. 2014-03-08 14.38.19Sembrano astuti sin da piccoli, perché le stelle filanti non vengono mai prese seriamente in considerazione, forse perché i monelli già sanno che in realtà è il coriandolo il vero nemico della mamma! Quel pezzettino di carta colorata che la perseguiterà per almeno un anno, trovandoselo in tutte le borse, nelle tasche delle giacche, nei passeggini e nei pon pon dei cappelli invernali. E povera mammabollita, fa scorte di coriandoli sapendo che comunque non basteranno mai, visto e considerato che ai piccoletti non basta lanciarne manciate, ma sembra preferiscano svuotare il sacchetto direttamente a terra per poi in seguito, recuperarli da lì!

Se un tempo la sua ansia era schiuma da barba, uova e bombolette spray di stelle filanti, almeno adesso ha la semi certezza che festeggiando in piazza con la sua dolce creatura, il peggio che le potrebbe capitare è sedersi al posto del figlio al trucca bimbi dopo aver fatto una fila interminabile, esausta dal capriccio del figlio!

Buon Carnevale Bollito mamme!

 

 

Halloween: l’incubo della zucca

halloween

Già, perché alla fine succede sempre così! Quando eravamo piccole noi, si sentiva parlare di Halloween solo nei film, dove era solito vedere scene di bambini con costumi macabri, andare in giro di casa in casa a chiedere “dolcetto o scherzetto” e chissà quante volte ci siamo dette “lo voglio fare anche io” solo per il gusto e l’adrenalina a fine serata di far la conta di quante caramelle si era riuscite a guadagnare.

È una festa che ha origini diverse, ma sembra risalire al periodo in cui Francia, Inghilterra, Irlanda, Scozia e (attenzione attenzione) Italia Centro Settentrionale, facevano parte della cultura celtica che associava al 31 di ottobre, la fine dell’estate. Insomma, sunto dei sunti, a partire da metà Ottocento, Halloween è divenuta una delle principali festività statutinitensi; si narra che in quella notte i defunti dell’anno cerchino un corpo da possedere tra i vivi e che i vivi a loro volta, indossando costumi macabri e terrificanti, li spaventino sfuggendo così al triste destino. Col passare degli anni, ma soprattutto per un fattore strettamente consumistico, Halloween sta prendendo ormai piede anche in molti altri paesi del mondo e volenti o nolenti ce la ritroviamo anche noi qui in Italia.

La mammabollita si distingue in 2 categorie: le bambine cresciute con quella voglia di “dolcetto o scherzetto” e che solitamente hanno figli o troppo piccoli o completamente disinteressati all’argomento, e le altre mamme a cui invece poco tocca la parola “Halloween” e le cui dolci creature, non solo chiedono il costume, ma vogliono essere anche accompagnati a feste a tema.

Giusto per la cronaca, io faccio parte delle prime!

In alcuni quartieri di Milano e maggiormente nell’hinterland milanese (in realtà accade un po’ ovunque in Italia), durante la sera del 31 di ottobre, succede che masse di bambini scalpitanti e adrenalinici, invadano i palazzi in ricerca di qualcosa da mettere nel loro colorato sacchettino e la mammabollita pro Halloween attende esaltata che il campanello della sua porta suoni, perché anche rispondere al “Dolcetto o Scherzetto” è davvero molto eccitante per lei. La mammabollita “NO” Halloween non solo fa finta di non essere in casa, ma sta ben attenta a spegnere le luci e a ridurre rumori e suoni, e sbirciando sistematicamente dall’occhiello della porta, riprende a respirare solo quando finalmente vede i piccoli zombie correre lontano dal suo pianerottolo.

Quella che però rimane poco chiara è l’organizzazione della spedizione. Da dove partono i mostriciattoli e dove poi finiscano la serata fa parte dell’ignoto o forse, peggio ancora è un mistero legato alla notte di Halloween. Sta di fatto che le povere mammebollite devono ricordarsi in tempo, e tra le solite mille cose da fare, di chiedere a qualcuno, com’è strutturata la serata del 31 di ottobre. Domandano ai bar del quartiere, leggono le locandine affisse alle vetrine dei negozi e naturalmente chiedono alle altre mamme davanti a scuola ed ecco che però arriva quella risposta: “ah non lo so, e non mi interessa, non è una festa che ci appartiene!”. Certo, come dar loro torto? La mammabollita sa in cuor suo che è vero e che qui in Italia non ci sarà mai la cultura di Halloween come la vorrebbe vivere lei, ma ormai ha tutto pronto, o quasi: costume per il figlio, addobbi, pentolone con dolcetti e comunque quella terribile voglia di festeggiare ed è rimasto troppo poco tempo per organizzarsi diversamente. Quindi cosa farò la notte di Halloween?

La mammabollita si fa prendere dal panico, ma è una situazione che dura solo pochi istanti. Poi riprende a respirare profondamente e si ricorda che nel pomeriggio ha una riunione a scuola, il giorno dopo una festa di compleanno e “Cavolo! Dovevo chiamare il pediatra!”. Bene, ecco come rimandare il problema ancora di qualche giorno; l’unica sua certezza e consolazione? Sa che aprirà la porta e risponderà “DOLCETTO” e attenderà con trepidazione il prossimo Halloween, promettendo a se stessa di non arrivare impreparata, proprio così come si era detta l’anno prima.

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