Lavinia Basso e la sua scrittura

Chi è freelance lo sa, per fare rete e avere nuove collaborazioni bisogna alzare la testa e connettersi. Non solo via web, ma offline, come si usa dire. Uscire, incontrare, partecipare, mettersi in gioco fanno parte del gioco per creare una rete e far nascere nuove collaborazioni. Lo scorso autunno ho incontrato Lavinia in diversi eventi, ci siamo conosciute e abbiamo iniziato a collaborare insieme. Questo però ve lo racconto in un altro momento, ora vi presento Lavinia Basso, una donna che ha saputo seguire le sue passioni.

Di cosa ti occupi?

Lavinia BassoMi occupo di scrittura professionale, scrivo su commissione contenuti per social media e blog, revisiono testi scritti da altri, faccio attività di storytelling per piccoli business.
Essenzialmente racconto ciò che vedo, o che mi viene raccontato, quindi ad esempio creo testi per siti internet – soprattutto per freelance – scrivo articoli per blog, principalmente su argomenti che conosco, racconto come fai le cose che fai, e mi piace farlo soprattutto per tutte quelle attività poco conosciute, che quando le persone si presentano ti viene da chiedergli cos’è che fai, scusa?

Oramai le professioni non sono più solo quelle disciplinate dagli ordini professionali (il medico, l’avvocato, il giornalista), facilmente identificabili. Ci sono mille lavori che le persone si inventano o che si sono diffuse a seguito del progresso tecnologico, della crisi, di tanti altri motivi.

Cosa fa un social media manager? E un life coach? E una semplificatrice di vita digitale?

Chi sono i tuoi clienti?

Sono soprattutto freelance, che sanno fare il loro lavoro benissimo ma che hanno qualche problema a farlo vedere, a raccontare quel che fanno e come lo fanno, a spiegare che cosa li differenzia dagli altri.

Un po’ il percorso che ho fatto io, per cui lo conosco bene e so di poter dare una mano.

Poi anche qualche piccolo business, come Accademia della Felicità, una società di formazione e coaching per la quale mi occupo di gestire il blog, scrivere post, fare storytelling dei corsi che organizzano.

È sempre stato il tuo lavoro?

No, è il mio lavoro da circa un anno.

Prima, e per 9 anni, ho lavorato come editor, redattore e creatore di contenuti per il web per una casa editrice che si occupa di ambiente e sostenibilità, Edizioni Ambiente. Ma ero stufa, dopo 9 anni, sebbene abbia cambiato diversi ruoli; e poi la crisi. E poi la voglia che ho sempre avuto di fare cose nuove, tutto mi ha spinto, con grande fatica, a lasciare.

E a tentare una nuova strada.

Cosa ne pensi del reinventarsi?

Per me è una esigenza. Non potrei fare sempre la stessa cosa, mi uccide i neuroni.

Lavoro da quando avevo 18 anni, anche durante l’università ho sempre fatto almeno la babysitter. Poi l’accompagnatrice di viaggi studio, poi la cassiera, poi la hostess di terra in aeroporto, poi l’inserimento dati (tutto per mantenermi), poi la praticante avvocato, poi l’avvocato. Poi mi son detta: no, non ci siamo, non è la vita per me.

Ho mollato tutto e con i pochi soldi in tasca, ho fatto un Master. Diritto dell’ambiente. Che mi ha portato alla consulenza giuridica in una Fondazione e poi alla casa editrice. Un sogno che si avverava, sono una lettrice forte.

Poi di nuovo quei fremiti, quel prurito sotto le dita, la fatica e la noia di fare sempre le stesse cose, la necessità di curiosare e guardare altrove, di esplorare altre strade.

Lì ho incontrato il coaching, per caso. E me ne sono innamorata. Mi ha aiutato tanto, tantissimo. Un così ho fatto un altro Master, in coaching appunto. E un tirocinio che sto portando a termine e che non so ancora dove mi porterà. Per ora mi aiuta a sviluppare la mia attività e a trarre il meglio dalle situazioni e dalle persone che incontro.

Cosa ne penso quindi del reinventarsi? Penso che sia essenziale per sentirsi vivi, per avere una vita piena e soddisfacente. O quantomeno, per me è così.

In tutto questo ho “scordato” due particolari, ossia due figlie (un marito, un gatto, ecc ecc), che di fatto costringono a reinventarsi ogni giorno, no? Quindi anch’io sono a buon diritto una mammabollita, ogni tanto ne combino qualcuna, ma l’importante è riderci su!

Ecco i 3 consigli di Lavinia per tutte le mammebollite freelance!

 

 

 

 

 

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