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La copertina: l’abito del nostro libro

copertinaColorata ma pur sempre verde, rigida ma dai contenuti soft, minimalista ma ricca di dettagli. Questa la copertina del libro Mammabollita, la raffigurazione di una donna nelle vesti di mamma, un po’ spettinata, serena, preoccupata ma fiduciosa, che cerca di tenere in equilibrio tutto quello che in fin dei conti la completa. Figli, casa, lavoro e la sua voglia di continuare a sentirsi femminile. Perché alla fine è questo quello che le ruota attorno, è questo quello per cui lei vive ed è questo quello che la rende ironicamente e pur sempre bollita.

Nella copertina abbiamo voluto che la mamma fosse circondata da quegli ingredienti che le riempiono le giornate e che se mescolati energicamente insieme, la trasformano in una perfetta mammabollita.

Biberon e orsacchiotto, ricordano inevitabilmente i figli, coloro che le hanno completamente cambiato la vita. In fin dei conti è mamma grazie a loro ed è dai loro sorrisi che trova sempre la forza per andare avanti.

L’insalata e lo spolverello per non dimenticare che c’è anche l’economia domestica ad invadere quelle poche ore sempre meno libere che le rimangono.

Agenda e cellulare: due elementi che non mancano nell’organizzazione di una mamma. Riunioni e colloqui all’asilo, feste di compleanno, telefonate da fare e come se non bastassero, commissioni e liste della spesa meglio quest’ultime, se scritte su fogliettini svolazzanti infilati in borsa come fossero carte di caramella da ricordarsi di buttare a casa.

E infine lei, la scarpa col tacco. Quell’accessorio che fa di una donna, la donna. Che piaccia o no, almeno una volta nella vita, quella scarpa è stata indossata e la sensazione di femminilità provata è unica nel suo genere. Certo perchè la mammabollita sa di essere donna prima di ogni altra cosa e nel suo calderone di impegni e cose a cui pensare c’è anche quello di dedicarsi sempre del tempo, dei minuti o quel poco che ormai le è rimasto. Magari si vedrà goffa e non più sensuale come un tempo, ma condividere quella sensazione con le altre mamme, la farà sorridere e sentirsi a suo agio.

Questo è il vestito che abbiamo voluto dare al nostro libro. Mammabollita – bolle di buon umore per mamme imperfette, nelle librerie dal prossimo 18 novembre. Non vi resta che scoprire gli altri contenuti, continuate a seguirci.

Mammabollita e le sue bolle di buonumore

Oggi voglio raccontarvi come abbia visto la luce il nostro libro “Mammabollita, bolle di buonumore per mamme imperfette”, edito da Mondadori Electa, che troverete in tutte le librerie dal 18 novembre prossimo. Un libro regalo di piccolo formato, che intende parlare a tutte le mamme “bollite” e che fa sorridere di tutte quelle situazioni stravaganti, cui inevitabilmente ognuna di noi si imbatte.copertina

Quante volte sarà capitato anche a voi di pensare, o anche dire: voglio scrivere un libro, il sogno di molti, e anche il nostro. Che sia lungo o breve, che possa piacere o no, la nascita di un libro – di qualsiasi tipo esso sia – è un po’ come mettere al mondo un figlio. E anche per noi, in fondo, è stato così. Scriverlo e vederlo poi pubblicato ci ha regalato tanta emozione, come il sapore di un’ “eredità” che lasciamo agli altri, qualcosa di unico e speciale che parla anche di noi a voi, da mamme a mamme, da donne a donne. E non solo. Questo libro è diventato di fatto come una nostra creatura, che giorno dopo giorno ha avuto bisogno di cure, attenzioni e di tutto il nostro amore per poter crescere.

Benché piccolo e in realtà solo una semplice raccolta di esilaranti situazioni, è infatti il prodotto del nostro amore, della nostra amicizia e della nostra reciproca stima, tutti ingredienti senza i quali non avrebbe potuto prender forma. Ognuna di noi ha portato con sé la voglia di raccontarsi, di ascoltare, di conoscersi, di confrontarsi apertamente, mettendo a disposizione l’una dell’altra le proprie esperienze ed emozioni, oltre che le idee e la creatività.

È stata lei, la mammabollita, ad aver stimolato la nostra fantasia, anche se in verità non ci siamo inventate nulla. Tutto quello che leggerete è frutto della realtà che ogni giorno viviamo nelle vesti di donne, amiche, madri e mogli, che si barcamenano tra mille impegni a ritmi talvolta stressanti.

Quando abbiamo iniziato, non avevamo idea di cosa avremmo scritto ma, man mano che proseguivamo, ci siamo accorte che tutto ci arrivava spontaneamente e che allo stesso tempo sarebbe stato d’aiuto a chi avesse avuto voglia di confrontarsi, di condividere, di dedicare un po’ di tempo per sé, senza mai prendersi troppo sul serio. Per scriverlo abbiamo trascorso tanto tempo insieme, abbiamo anche lavorato via email, skype, al telefono, sempre restando in contatto l’una con l’altra, con una forza che ci guidava e univa le nostre idee.

illustrazione_libroRealismo e leggerezza, sdrammatizzando imprevisti e difficoltà quotidiane, sono stati fin da subito i nostri preziosi alleati. E ci auguriamo che possano diventare anche i vostri, nel momento in cui vi identificherete nelle simpatiche “scenette” che leggerete e davanti a cui non potrete non sorridere. Perché questo vorremmo: regalarvi una nuova visione, un nuovo modo di affrontare le cose, con un sorriso che stenda tutti – voi comprese – e che vi metta sempre di buonumore.

A corredare, poi, le nostre pagine ci pensano le illustrazioni di Alessandra Mantegazza, una per ciascun capitolo del libro. Divertenti e ricche di particolari sapranno coinvolgervi e divertirvi.

Un libro come puro divertimento, ma capace anche di comunicare qualcosa: condividere esperienze e vissuti comuni per sentirsi meno sole, ridere e sorridere insieme per non perdersi d’animo e sentirsi bene, cogliere il lato umoristico della vita per insegnarlo – perché no – anche ai nostri figli.

Buona lettura e buon divertimento!

Cambio di stagione alle porte…negli armadi

cambiostagione

È faticoso, a volte sembra eterno e spesso genera più confusione di prima. È lui: il fantomatico cambio di stagione. L’estate è finita – anche se, chi l’avrebbe detto, ha latitato per tutto il suo tempo e fino a qualche giorno fa era scoppiato un caldo inaspettato – e, come sempre, ci ritroviamo a fare i conti con il tanto temuto cambio di stagione. Che poi si sa, la stagione cambia da un momento all’altro, senza preavviso: un giorno fa caldo, il cielo è azzurro e l’indomani il cielo è grigio e gli alberi sono già spogli. E così arriva l’autunno – anche se, in certi giorni, sembra essere già arrivato l’inverno – a coglierci di sorpresa, mentre la mammabollita, impreparata come sempre, si accinge a svuotare gli armadi, magari colta da un iniziale entusiasmo, che piano piano si esaurisce. Tutto, poi, diventa più lungo, quando non solo deve pensare alle sue cose, ma anche a quelle dei figli e, magari, del marito.

Fare il cambio di stagione per i figli non è affatto facile, specialmente se la mammabollita è costretta a mettere da parte, per il figlio più piccolo, quello che al grande non va più bene. Se poi si hanno più bambini in casa, capirete bene come questo lavoro – perché alla fine è a tutti gli effetti un lavoro – diventi interminabile.

È immersa per giorni da panni, che nemmeno i protagonisti di “Sepolti in casa” sarebbero alla sua altezza, la casa assume i tratti di un mercatino dell’usato, scatole su scatole occupano ogni centimetro del pavimento. Prepara buste su buste ben incelofanate o da conservare o da regalare, per potersene finalmente sbarazzare. E non vede l’ora che quel momento arrivi presto, molto presto.

Anche per fare il suo cambio di stagione, la mammabollita ha un piccolo problema: non riesce proprio a separarsi da quei vestiti che indossava anni prima o perché le ricordano le sue passate stagioni da giovane donna single o perché nutre sempre, in fondo in fondo, la speranza di perdere i chili accumulati negli anni per poter tornare a indossarli.

In ogni caso, non c’è nulla da fare: le uniche soluzioni per sopravvivere al cambio di stagione sono o farlo a tappe – piuttosto che dedicare una due giorni di full immersion senza fine -, oppure dotarsi di quelle capientissime cabine armadio, stile Carrie in “Sex and the city”.
Sta di fatto che, soluzione sì o soluzione no, qualcuno un giorno ci dovrà spiegare perché, in un modo o nell’altro, tocchi sempre a noi mamme occuparci di questo ingratissimo compito, un po’ come fare e disfare le valigie.

 

Inserimento scolastico ti temo!

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Per molti genitori settembre e, per qualcuno, anche ottobre è proprio un mese nero, nel vero senso della parola. Tutta colpa dell’inserimento scolastico, in scuole materne e nidi, troppo troppo lungo. Quest’anno la polemica si è innescata per giorni e giorni su giornali e social, ma non è certo la prima volta.

Si parla di tempi che vanno dalle due fino addirittura alle cinque settimane di inserimento, prima di arrivare finalmente all’orario scolastico completo. Per molti genitori l’inserimento, specie se così lungo, è vissuto quasi come una tortura. Anche la mammabollita ne accusa il colpo: ” in fondo, mio figlio ha già fatto il nido”, si chiede tra sé e sé. Per carità, in cuor suo comprende l’importanza della gradualità, specialmente al nido, ma alla scuola materna una settimana sarebbe più che sufficiente. E non è tutto. Le viene detto dall’insegnante che ci vuole gradualità, perché suo figlio possa ambientarsi e imparare le nuove regole. “Ma come può un bambino ambientarsi, se al decimo giorno di inserimento sta a scuola solo due ore? Ambientarsi non significa far proprio un ambiente? Ma se ci sta solo due ore, come riuscirà nel fantomatico intento?” La mammabollita non si dà pace e per lei la situazione raggiunge livelli al limite del paradosso.

La mammabollita ha magari un lavoro, saltuario, ma comunque sempre lavoro è. È costretta a prendersi settimane per inserire il figlio, che poi si riuscirà ad ambientarsi senza grossi traumi, ma con una madre disoccupata. Se poi la mammabollita è una lavoratrice dipendente, non godrà certo di permessi, ma sarà costretta ad attingere alle ferie. E così con un occhio sempre alle lancette dell’orologio, vive con un certo stress la questione.

La ciliegina sulla torta arriva quando, dopo essersi sorbita l’interminabile inserimento ed essersi per un attimo illusa di poter riprendere in mano la sua vita, si ritrova il figlio già a casa con la prima influenza di stagione, che naturalmente contagerà poi il figlio più piccolo. Allora, la mammabollita, che magari non gode degli aiuti dei nonni, né tanto meno può permettersi una baby sitter, da bollita si trasforma in “acrobata”, alle prese com’è tra lavoro – magari precario – casa e figli, che suo malgrado l’influenza trasforma in piccoli impicci.

 

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