Matrimonio insieme ai figli: un’avventura bollita, ma sempre bella!

Con i figli cambia tutto, anche l’invito al giorno del sì dei tuoi amici più cari. Andare al matrimonio insieme ai figli è un’esperienza impegnativa, ma unica nel suo genere.

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Apri la cassetta delle lettere e trovi una busta diversa dalle altre, più bella, più curata, scritta bene: una partecipazione di nozze. Sapevi già la data, ora incuriosita scopri il luogo della cerimonia e a quello del ricevimento. Pensi all’addio al nubilato, al regalo più adatto, agli amici presenti e a quello che indosserai. Sarà un gran bel giorno di festa e tu sarai al top con tanto di piega perfetta. Senza problemi puoi assicurarti il primo appuntamento della mattina dal parrucchiere.

Sei mamma e ricevi una partecipazione intestata a te, tuo marito e ai tuoi figli. Del resto sai già che la sposa ha previsto intrattenimento e leccornie per i più piccoli che “devi assolutamente portare perché si divertiranno un mondo”. L’ipotesi di lasciare i figli a casa ti sembra quasi offensiva. In 5 secondi hai già chiaro il tempo che trascorrerà dall’uscita di casa alla prima portata e sai che dovrai munirti di cibo di scorta perché tra la cerimonia e il posto “da sogno” del ricevimento ci son troppe ore di mezzo.
I pensieri ti avvolgono come un vortice e ti chiedi cosa indosserai escludendo gli abiti senza spalline perché nel prendere continuamente in braccio la più piccola, sai che il vestito scenderà nel punto sbagliato. Pensi che dovrai fare gli stessi movimenti che fai al parco giochi, ma dovrai essere decisamente più elegante. Ti vedi quando dovrai scattare come un velocista per afferrare quella manina paffuta che tenterà di tirare il velo o prendere una fragola sulla torta nuziale e sai già che le collant si smaglieranno in tempo zero (forse farà abbastanza caldo da non doverle indossare, ma a quel punto la depilazione dovrà essere perfetta).
Arriva il giorno del sì e la tua mattina inizia all’alba. Ore per far indossare un cravattino e una gonnellina e pochi minuti per farti bella.
Neanche il tempo di entrare in chiesa e il più grande ha fame, sete e deve andare in bagno. “Non potevi andarci prima di uscire di casa?”, “Non mi scappava” (perché stupirsi ogni volta? Va sempre così).
Soddisfi tutti i bisogni, ti perdi l’arrivo della sposa e durante la cerimonia ti ritrovi a far pascolare i figli in fondo alla chiesa insieme ad altri venti bambini. Incroci gli sguardi degli altri genitori e trovi solidarietà, se però per sbaglio ti giri verso gli sposi vieni subito pietrificata da una zia ottantenne con il sopracciglio alzato.raccolta del riso

Siamo tutti sul sagrato con il riso in mano, ma prima che escano gli sposi la più piccola me lo ha già lanciato addosso e finisce dritto nel reggiseno e nelle scarpe. Lo toglierò tornati a casa, speriamo porti fortuna anche a noi. La giornata è bella, la sposa radiosa e l’intrattenimento dei piccoli un dono dal paradiso, anche se tu, tra una forchetta che cade, un “voglio quello che mangi tu”, un pianto, un urlo, un “mamma vieni a vedere” mangi a intermittenza. L’occhio è sempre verso quelle due creaturine che vagano per la sala e il cuore sussulta quando si avvicinano troppo a tavoli e confetti. Ultimamente la più piccola adotta una tecnica infallibile: mani alzate sul tavolo e, senza vedere ciò che c’è sopra, tira giù tutto ciò che trova. Ho detto tutto.
torta
Guardo le coppie che si baciano immaginando il loro grande giorno, i single che bevono e fanno i simpatici raccontando le loro mille avventure, gli sposi che sprizzano gioia e io? Io sono felice. Non mi sarò goduta la giornata in “quella” maniera, ho macchie di tutti i tipi sul vestito, ma ho vissuto una bella esperienza con la mia famiglia. Sono pure riuscita a fare qualche foto ai figli mentre sono impegnati a giocare con gli angeli del paradiso. So con certezza che quella sera entrambi crolleranno presto e io potrò finalmente gustarmi i confetti al cocco in santa pace, non prima però di aver pulito il pavimento da tutto il riso che mi è caduto svestendomi.
Come sempre bollita, ma contenta!
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